Lettera ricevuta in occasione della Festa dei 40 anni
Cara Scuola Agazzi…
Confrontarsi con il proprio passato non è sempre operazione agevole, soprattutto se il tempo intercorso tra gli avvenimenti e il momento dei ricordi, non aiuta a percepirne tutte le sfumature. Insomma è un genere di esercizio al quale generalmente mi sottraggo volentieri e non per snobismo, ma per una conseguente insoddisfazione causata dai bilanci con “il senno di poi”.
Eppure mi riempie di piacere, dover ricordare i sei anni trascorsi da insegnante di musica nella Scuola Agazzi, non solo per l’indimenticabile esperienza professionale, ma anche per quello che ha rappresentato sotto l’aspetto umano quel periodo.
Naturalmente trovare delle parole per definire in modo obiettivo la Scuola Agazzi, senza cedere alle tentazioni della retorica è un’operazione di equilibrismo complicato e se dovessi indulgere nella pratica chiedo scusa preventivamente. A prima vista la cosa più evidente è la struttura concepita e realizzata a misura di bambino, ma per me la Scuola è un complesso di esperienze, di competenze, di umanità e di organizzazione sapientemente dosate da chi l’ha creata, che ne guida le sorti con lo stesso entusiasmo e la stessa dedizione da sempre.
Non dimenticherò mai il primo impatto con l’ambiente e i miei dubbi sulle possibilità di accettare o meno l’incarico, causati però solo dal timore di risultare inadeguato al compito. E sarò sempre profondamente grato alla famiglia Ielo, per le rassicurazioni e per l’affetto con cui ha seguito il mio lavoro quotidiano, soprattutto all’inizio, e per i consigli che sono risultati fondamentali alla mia esperienza.
Eppure i ricordi più intensi, non sono quelli di tipo personale, ma quelli che ho condiviso con alunni e colleghi: ad esempio le note di commozione che accompagnavano ogni anno, la festa di commiato della quinta.
Momenti del tutto coinvolgenti, per gli insegnanti, per i genitori e ancora di più per i bambini, anche per quelli che fino ad allora erano sembrati impermeabili ad ogni emozione. Ognuno di loro, dietro gli occhi lucidi avrebbe trattenuto per sempre quelle emozioni e avrebbe portato dentro sé, i semi degli anni trascorsi nella Scuola, che sarebbero diventati frutti essenziali della propria crescita.
Cara Scuola Agazzi, per tutto ciò e per molto altro che ho tralasciato di raccontare… grazie, con profondo affetto e perenne gratitudine.
…Buon compleanno
Filippo Rombolà, insegnante
Vibo Valentia, 28 maggio 2013








