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 La scuola dell’infanzia, statale e paritaria, si rivolge a tutte le bambine e i bambini dai tre ai sei anni di età ed è la risposta al loro diritto all’educazione e alla cura, in coerenza con i principi di pluralismo culturale ed istituzionale presenti nella Costituzione della Repubblica, nella Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e nei documenti dell’Unione europea.
Essa si pone la finalità di promuovere nei bambini lo sviluppo dell’identità, dell’autonomia, della competenza e li avvia alla cittadinanza.

L’entrata alla scuola dell'infanzia rappresenta per il bambino una tappa di grande importanza: è il luogo in cui egli si rende conto di avere un bagaglio di abilità, di esperienze, di atti che può mettere a confronto con gli altri. Essa non anticipa e non “ruba” alla scuola elementare l’introduzione alla vita dei linguaggi organizzati della cultura alfabetica, ma resta intelligentemente e produttivamente ancorata alla sua natura di luogo di esperienza diretta ed immediata della curiosità e dell’interesse concreto in situazioni di appartenenza affettiva profonda e di immersione ludica nelle possibilità di apprendimento. È quindi, innanzitutto, scuola di accoglienza e di continuità nei rapporti vitali, istituzione che si propone al bambino come sostegno ed aiuto alle sue forze emergenti. È scuola “dell’infanzia” e “per l’infanzia”.

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